Ce ci n’est pas un blog

Lunedì 22 Gennaio 2007 at 0:53 | In riflessioni, vita | 1 Comment

Che bello, non pensavo che lo avrei mai fatto, ma adesso ho un blog anch’io. Se Tiziana (http://notturnalia.wordpress.com) lo fa io ovviamente non posso essere da meno :)

In fututo forse mi metterò a scrivere in inglese, soprattutto se avrò davvero voglia di scrivere cose di matematica, ma al momento me (e ve) lo risparmio.

Mi vengono giusto ora in mente alcune delle considerazioni che avevo tratto un po’ di tempo fa su quelle che mi sembravano essere le motivazioni che spingono la gente a tenere un blog, e mi viene voglia di confrontarle con quelle che mi stanno spingendo a scrivere in questo momento (che ovviamente possono essere diverse da quelle che avrò fra un mese, sempre che questo blog non muoia). Sono:

  • Bisogno dell’uomo moderno di sentire lasciare una traccia nella storia, di allontanare l’incubo che le proprie idee possano rimanere fini a se stesse e perdersi (questa è la prima giustificazione che mi è venuta in mente parlando con Tiziana del fatto che la gente “twitteri“, ma credo che si applichi altrettanto bene ai bloggers).
  • Il desiderio di poter in qualche modo avere controllo dell’immagine che si dà agli altri di sé (o quanto meno un punto di riferimento), intenso non (necessariamente) come desiderio di esibizionismo (è un bisogno che può benissimo nascere dal timore di apparire direttamente agli altri, di “sentirsi nudi”). E questo credo sia una delle motivazioni principali di chi si diverte nei giochi online con personaggi fittizi.
  • Per di scrivere ciò che si vorrebbe fare per poi sentire l’obbligo di farlo, un po’ come quando chi cerca di smettere di fumare prima lo dice ai suoi amici, in modo da poi fare leva sull’orgoglio per non ricominciare.
  • Per, e questo vorrei che fosse uno dei motivi per cui lo sto facendo io, razionalizzare su ciò che si sta facendo, un po’ come quando uno scrive un diario (con il vantaggio di poterne discutere con gli altri). Un sacco di volte mi è infatti capitato di rendermi conto di come funziona qualcosa (per lo più in matematica) nel momento stesso in cui chiedo una spiegazione a qualche mio amico, per il fatto stesso di parlarne.

Boh, adesso che rileggo questa lista non mi convince neppure così tanto, magari nei prossimi giorni ci ripenserò. E’ preoccupante (credo emblematico) che mentre bloggo debba scrivere qualcosa che parla dell’atto stesso di bloggare :)

1 Commento »

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  1. Oh che bello, anche solo per competizione spingo persone a scrivere e raccontare. Mi piace il modo in cui lo fai tu. Contenta di averti fatto tentare!


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