Non effettua fermate intermedie
Giovedì 5 Febbraio 2009 at 1:23 | In cazzate, fantasia | Leave a CommentL’alto ragazzo con l’impermeabile e la barba spessa aprì la porta dello scomparto.
- Occupato?
- No, no, prego!
risponde l’anziana alle prese con le parole crociate.
Il treno ripartì, e il marito della donna, ancora più anziano di lei, si aggiustò gli occhiali mentre osservava con sospetto il ragazzo depositare sulla mensola la grande borsa a tracolla, e fare spazio al suo compare di poche parole, un’omone troppo cresciuto e muscoloso al punto che un orso avrebbe potuto avere paura di affrontarlo. La signora aveva notato lo sguardo insospettito del marito, ma aveva deciso che avrebbe mascherato con un grande sorriso condiscendente ogni segno di diffidenza.
I due ragazzi si sedettero uno di fronte all’altro, occupando i posti al centro dello scomparto, mentre i due anziani intimoriti, gli unici altri occupanti, si stringevano verso il finestrino. Il ragazzo alto si tolse l’impermeabile, gettandolo sul sedile libero dal lato del corridoio.
- Sa signora, il treno è totalmente vuoto e avremmo benissimo potuto prendere un altro scomparto, ma detesto viaggiare da solo. Anche il mio amico Sandro lo detesta, no?
- Uhm??
- Oh, Sandro? Preferisci viaggiare da solo o in compagnia?
- In compagnia, Nino…
Il ragazzo con la barba che si era tolto l’impermeabile, e poteva ora sfoggiare un completo con maglia, pantaloni e scarpe nere, raddrizzò la schiena, soddisfatto della risposta dell’amico, che lo aveva addirittura chiamato per nome.
- Certo che ci sarebbe da avere paura in un treno deserto come questo a stare da soli, tipo se passasse un malintenzionato… meno male che sapremmo come accoglierlo. E anche se dovesse passare uno sbirro, gli faremmo la festa noi.
- Già, Nino ha il ferro…
L’anziano allungò il braccio e con un gesto morbido e calcolato, come quello che uno potrebbe voler fare in presenza di un rottweiler per evitare di infastidirlo, al meno per quanto gli era concesso dalla sua presa malferma e tremolante, raccolse il suo giornale schiettamente bigotto e reazionario, che portava in prima pagina lo scandalo della vergognosa occupazione delle università da parte di alcuni arroganti studenti ribelli e soggetti irrispettosi dell’autorità. Sprofondò quindi in una vorace lettura con naso a due centimentri dal giornale, provando lo stesso sollievo di uno struzzo che seppellisce la testa pensando “se io non posso vedere lui…”.
- Oh, Sandro? ma che minchia vai dicendo questo in presenza di estranei? ti avevo detto che era una cosa che non dovevi dire a nessuno, ma mi ascolti quando parlo?
- Sì, Nino… e adesso che facciamo? Vuol dire che dobbiamo…
- No, no, Sandro. Non sì può fare questo ogni volta. E poi comunque ma che minchia vai dicendo? ma lo sai che io con le mani me la cavo altrettanto bene, no? E poi in un posto piccolo come questo a che cazzo serve una pistola, fai prima a strangolare qualcuno con le tue mani.
- Già, strangolare, come quando…
- Oh, Sandro, ma sei scemo?
- Scusa Nino…
L’anziana signora continuava a fare le parole crociate sorridende platealmente, come non sarebbe riuscita a fare neppure in una giornata di sole al parco, in compagnia delle sue amiche e dei nipoti. Fece scorrere la penna sulla frase “Verticali: … 15. metà di ventiquattro”, e con un’aria da ragazzina, che nascondeva giusto alcune piccole gocce di sudore freddo, scrisse “ventiq” nella quindicesima casella verticale, aggiungendo l’ingenua alzata di spalle di chi dice “ah io la so lunga, non ho mica scritto dodici!!”.
- Oh, Sandro invece di sparare cazzate, perché non ti alzi e guardi che sia tutto a posto?
- Controllare cosa?
- La borsa, dai un po’ un’occhiata.
- Va bene Nino.
L’omone Sandro si alzò, e passò la mano sotto la grossa borsa piazzata sulla mensola in faccia a Nino e alla anziana signora. Guardò il lato superiore, e tirò la zip per aprirla. Appena aperta fu possibile vedere alcune dita cone le unghie smaltate di rosso spuntare da dentro la borsa, mentre Nino verificava il resto del contenuto.
- Oh, ma che stai facendo mentecatto?
- Controllo che sia tutto a posto?
- Oh, ma ti avevo detto di aprirla? Ti ho detto di dare una controllata, non di aprirla.
- D’accordo, Nino.
- Forza, richiudila e torna a sedere, testa di…
L’anziana signora intanto non aveva resistito alla curiosità della circostanza, e aveva alzato la testa per guardare Nino che armeggiava con la borsa, pur mantenendo il suo larghissimo sorriso di chi dice “ehi ragazzi, che succede di bello?”. Appena vide le dita spuntare dalla borsa non fu però più in grado di mantenere il sorriso, ed ebbe un conato, vacillando, mentre la penna e il cruciverba finivano per terra. Il marito la sorresse a stento.
- Tutto bene, Sissi?
L’anziana fissò lo sguardo sul marito, in uno sforzo di dimenticare la visione di poco innanzi, e restaurato i sorriso disse al marito:
- Sì, certo, tutto a posto caro. Ma dobbiamo alzarci ora, che siamo quasi arrivati! mi dai una mano?
E dicendo questo allungò la mano per recuperare la penna caduta per terra e il prezioso cruciverba. Mentre accennava ad alzarsi mettendo il tutto nella borsa, Sandro la interruppe:
- Oh ma signora, dove sta andando?
- Dobbiamo scendere, caro giovanotto!
- Ma siamo lontani dalla stazione, se ne sta forse andando perché le abbiamo dato fastito? La nostra presenza vi ha infastidito?
- No, certo che no… – Tremando visibilmente.
- No, perché sa che mi irrita che qualcuno si sente infastidito dalla mia presenza… Il fatto che ho la barba la ha infastidita? o il mio tatuaggio sul braccio?
Intervenne l’anziano posando le mani sulle braccia della consorte.
- Via cara, siediti! – parole che gli costavano una certa fatica… – Manca ancora un po’ per arrivare in stazione, non vorrai aspettare in piedi?
- Hai ragione caro, conviene restare seduti ancora un poco…
Sandro aveva appena trasferito il suo sguardo da rapace dalla signora all’anziano
Dopo alcuni secondi si rilassò, appoggiandosi sullo schienale. Quindi, rivolgendosi a Sandro:
- Ma vedi che gente, uno cerca di essere gentile…
- Ma noi siamo gentili.
- Evidentemente non basta. Sarà il modo in cui siamo vestiti che non piace alla gente.
Sandro si mise a guardare la campagna fuori dal finestrino, aspettando che il treno arrivasse in stazione. I poveri anziani aspettavano irrigiditi, e con lo sguardo immobile di fronte a sé, temendo che leggere o fare le parole crociate potesse finire per irritare i loro compagni di viaggio. Sandro e Nino si alzarono e uscirono dallo scomparto e dal treno, portando con sé la pesante borsa.
- E bravo Nino!
- Finiscila di fare l’imbecille!
- In realtà l’imbecille direi che sei tu, e ti viene proprio bene! hai un talento naturale!
- Certo che anche tu sei proprio stato bravo a spaventare quei poveretti! Continuo a chiedermi dove ti sei procurato l’impermeabile, che ti sta così bene. Di solito per cosa lo usi, per spaventare le signore la sera al parco?
- Cretino! Comunque la tua idea di procurarci la bambola gonfiabile da mettere nella borsa è stata la ciliegina sulla torta, sei un imbecille abbastanza geniale qualche volta… dovresti pubblicare un articolo su questa trovata.
- Eheh, grazie! Che facce però quei poveri anziani…
- Ok, ora sai dov’è la conferenza dove dobbiamo andare? Ah, invece, a parte gli scherzi, e a parte i poveri anziani, ma hai visto cosa stavano leggendo?
- Ho visto, ho visto, anche se ero intento a interpretare la parte dello scemo. Se fossero stati loro a poter riempire noi di botte chissà se non l’avrebbero fatto! E in ogni caso sembrano quel genere di simpaticoni e amici di tutti che però poi alle elezioni votano i conservatori estrema destra, e godono quando qualcuno viene manganellato dalla polizia perché predica uguaglianza o magari ha solo la barba troppo lunga.
- Sì, forse abbiamo fato male a non malmenarli per davvero!
- Ma no, non volevo dire questo. E’ solo un po’ che, insomma, forse siamo comunque noi gli impotenti.
- Dai, non fare il filosofo!
- Va bene, smetto subito. Altrimenti poi rischia davvero di finire male…
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